Gin: origine, produzione, botanicals e valori nutrizionali

Guida ingredienti produzione storia
Porzioni
0 – 0
Occasione
I consigli di Malfy

Origini e storia del gin

Dov’è nato il gin? Secondo la versione ufficiale l’origine si deve al medico olandese Franciscus de la Bouve che, nel 1658, cominciò a miscelare alcol di grano e bacche di ginepro note, all’epoca, per le caratteristiche curative. Molti indizi, però, suggeriscono che l’Italia abbia avuto un importante ruolo nella creazione di questo distillato pungente e speziato. Risale, infatti, al 1055 la raccolta di libri “Compenium Salernita” in cui si parla di un distillato di alcol infuso con ginepro realizzato dai monaci salernitani e agrumato con le piante coltivate nei loro orti botanici. Quanti tipi di gin esistono? Il più noto è il London Dry Gin dall’aroma esclusivo di ginepro e dalla presenza massima di zuccheri di 0,1 grammi per litro. Esistono, poi, il Gin distillato, la versione dry alla quale si possono aggiungere sostanze agrumate a fine distillazione, l’Old Tom Gin dal sapore più zuccherino e il Compound Gin, non distillato e creato aggiungendo in infusione allo spirito neutro oli essenziali naturali o macerazione di botanicals.

 

 

Quali sono gli ingredienti del gin?

Quante volte gustandolo liscio, “on the rocks” o mixato con altri ingredienti ti sarai chiesto: “Con che cosa è fatto il gin?”. Il gin è una bevanda alcolica secca e profumata, dal colore cristallino, ottenuta distillando mosto fermentato di cereali – granoturco, frumento o orzo – con una miscela di erbe, spezie, piante, bacche e radici scelte dal singolo mastro distillatore secondo la sua fantasia e le botaniche tipiche del territorio. Nel corso della storia il gin si è diffuso in Inghilterra e i suoi toni piccanti sono stati ammorbiditi ponendo in infusione non più l’olio delle bacche, come nella versione originale, bensì le bacche stesse accompagnandole con coriandolo, scorza di arancia ed altri tipi di botaniche. L’evoluzione delle tecniche di distillazione, poi, ha migliorato il prodotto fino ad arrivare alla bevanda dei giorni nostri così amata in Italia e nel mondo da dedicargli una giornata in suo onore, il World Gin Day che si celebra ogni anno il secondo sabato di giugno.

 

 

Come si fa il gin e come avviene la distillazione

Sapere come si fa il gin è molto utile per agevolarti nella scelta di quello più in linea con i tuoi gusti, con le caratteristiche della persona alla quale lo vuoi regalare o con i sapori delle pietanze alle quali desideri abbinarlo. In origine il gin si otteneva con una doppia distillazione, durante la quale i vapori che salivano verso l’alto degli alambicchi, passando attraverso dei cestelli che contenevano i botanicals, si impregnavano dei loro sapori e profumi.  Attualmente questo procedimento che riguarda il Gin distillato come Malfy Gin Originale, prevede di far macerare i botanicals direttamente nell’alcol prima di eseguire una seconda fase di distillazione della bevanda. A questo punto, i mastri distillatori, grazie alla loro esperienza, valutano se il prodotto è pronto per passare alla fase successiva ed essere poi commercializzato.

 

 

Sapori e profumi del gin: il ruolo dei botanicals

Seppur l’ingrediente principale di questa bevanda alcolica resti il ginepro (diversamente, secondo la legge che ne norma la produzione, non è possibile chiamarla gin), i distillatori da sempre si sono sbizzarriti nell’uso dei botanicals per crearne numerose versioni, da quelle più dry, quasi salate, a quelle dolci, aromatiche e profumate grazie all’utilizzo di erbe, spezie, piante, bacche e radici. Le principali botaniche da gin sono 5 seppur l’attuale produzione mondiale sia incline alla sperimentazione e all’innovazione (la squadra delle botaniche di Malfy Gin si compone di ben 9 elementi). Il ginepro, re degli ingredienti, ha un sapore inizialmente dolciastro ed un retrogusto acre, i semi di coriandolo aggiungono al distillato note speziate ed agrumate, le radici dell’angelica bilanciano gli aromi degli altri botanicals dando un tocco legnoso, l’iris Pallida trattiene le parti aromatiche delle piante più volatili ed agisce sul profumo della bevanda entre le scorze di agrumi, presenti ad esempio nel Malfy Gin con limone, nel Malfy Gin con arancia e nel Malfy Gin Rosa, forniscono loro sapori decisi e fruttati inimitabili.

 

 

Gin: grado alcolico e valori nutrizionali

Commercializzato in diverse tipologie, con diverse provenienze geografiche e caratteristiche organolettico-gustative piuttosto eterogenee, il gin è considerato a tutti gli effetti un drink superalcolico e, pertanto, va consumato responsabilmente. Ma quanti gradi ha il gin? Essendo prodotto da alcol neutro di origine cerealicola inizialmente possiede un titolo alcolometrico di 96% vol. ridotto poi tra i 37.5 e i 50 gradi per effetto della diluizione con acqua (sotto i 37.5 gradi non si può chiamare gin). E per quanto riguarda i suoi valori nutrizionali?  È importante sapere che 100 ml di gin apportano, in media, al corpo 263 calorie quindi, come tutte le bevande alcoliche, è bene inserirlo con moderazione nell’alimentazione quotidiana. Niente panico però, perché in uno dei cocktail a base di gin più famosi al mondo, il Gin Tonic, l’aggiunta di acqua tonica è in grado di ridurre le calorie a circa 170, con la scelta di una tonica senza zuccheri aggiunti oppure di una soda al posto della tonica, le calorie possono essere ulteriormente abbassate a 55 in media a bicchiere per avere tutto il gusto del proprio gin cocktail preferito e nessun rimpianto!